Il territorio della valle del Tronto presenta alta vocazionalità per la produzione di olio di oliva e oliva da mensa. Tale predisposizione è avvalorata da testimonianze storiche che vanno da Plino a Papa Sisto V, da Strabone ai mercanti veneziani del XVI secolo. Quest’ultimi apprezzavano l'olio piceno e lo ritenevano l'unico utilizzabile come moneta di scambio.
 Dalla zona pedemontana (quota che arriva fino a circa 600 metri sul livello del mare) fino alla bassa Valle del Fiume Tronto, il territorio mostra un eterogeneità di litologie che conferiscono eccezionalità ai prodotti e risultano particolarmente indicate per tali coltivazioni.
Passiamo da terreni, sabbiosi idonei perché evitano ristagni d'acqua dannosi all'apparato radicale, a zone ricche di prezioso materiale calcareo che arricchisce di microelementi il suolo e le acque di circolazione.​​​​​​​
Tutto questo favorisce la coltivazione di varietà autoctone quali Ascolana, Sargano, Carboncella e Lea che proprio per le condizioni pedoclimatiche in cui sono accolte, riescono ad esprimere valori eccellenti.

Gli stessi valori che si ritrovano nei nostri oli.
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